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Il
Gruppo Alpini “Basso Tagliamento”
Finita
la Prima Guerra Mondiale i reduci tornarono a casa e piano piano, non senza
fatica, la vita tornò a normalizzarsi, nonostante la crisi economica e politica
che attanagliò l’Italia in quegli anni.
Con
il trascorrere degli anni il fascismo “normalizzò” questa situazione e la
gente cominciò a stare un po’ meglio, grazie ai lavori di bonifica di vaste
zone paludose e ad una timida ripresa economica calarono i disoccupati e di
conseguenza la fame e la miseria.
Non
avendo più l’assillo di mettere assieme pranzo e cena, almeno così per la
maggioranza dei casi, la gente ricominciò a socializzare sempre più dando vita
ad alcune forme di associazionismo.
Era
il marzo del 1933 quando l’ex tenente medico del 5° Reggimento Alpini,
divenuto medico condotto di Ronchis, dott. Antonio Piermartini, raccolse attorno
a sé alcuni reduci alpini e fondò il Gruppo Alpini “Basso Tagliamento”.
Al
tempo questo era l’unico Gruppo alpini esistente nel mandamento di Latisana,
tanto che vi aderirono alcune persone anche dei comuni di Latisana e di San
Michele al Tagliamento.
merito alla costituzione ed alla vita associativa di questo primo Gruppo.
Tra
i soci fondatori ci furono: Vittorio Angeli (disperso poi in terra di Russia),
Benedetto Micheloni, Pietro Sbaiz, Luigi Fantin, Antonio Faggiani, Luigi Ursigh,
Giuseppe Pittacolo, Francesco Zanelli, Luigi Cicuttin, Antonio Marsoni, il
maestro di Rivarotta di Teor ed il dottor Antonio Piermartini.
A
seguito di controversie con i gerarchi locali che volevano una cerimonia a
carattere prettamente fascista, il dottor Piermartini ed i suoi alpini decisero
nel 1934 di spostare la cerimonia di inaugurazione del neo costituito Gruppo a
Pordenone, in concomitanza di una manifestazione alpina che si teneva in quella
località.
Alla
presenza dell’allora Ordinario Militare, del sindaco di Latisana, della madre
del tenente Rodolfo Rossetti, parteciparono oltre una sessantina di soci giunti
da Ronchis e dai paesi limitrofi.
Grazie
all’interessamento dell’applicato comunale di Ronchis (identificato da fonti
orali in un certo Ettore Azzano) i partecipanti si radunarono poi in una
trattoria di Pordenone dove, con 4 lire e mezza a testa, festeggiarono l’avvenimento.
Questa fu anche l’occasione per ritrovarsi in compagnia dei vecchi ufficiali e
di altri personaggi di rilievo.
Il
gagliardetto, ora depositato nella sede del Gruppo Alpini di Ronchis, era
dedicato alla memoria del tenente alpino Rodolfo Rossetti (medaglia d’argento
al valore), caduto sulla Bainsizza.
Una
curiosità che si è potuta ricavare dall’intervista con il vecchio alpino
consiste nel fatto che il gagliardetto fu realizzato e ricamato a mano dalla
indimenticabile Rosalia, sorella e perpetua del parroco don Trombetta e che l’asta
in legno alla cui sommità c’è una piccozza metallica fu totalmente costruita
dal socio Vittorio Angeli, che successivamente risultò disperso in Russia.
Già
nel 1933, su invito del podestà di Bologna, il Gruppo partecipò, con il
proprio gagliardetto all’adunata nazionale che si teneva in quella città,
mentre nell’anno successivo fu presente a quella di Roma.
I
richiami alle armi effettuati con l’inizio della IIª Guerra Mondiale
assottigliarono il Gruppo Alpini “Basso Tagliamento” che di lì a pochi mesi
cessò di esistere e molti di quei soci, partiti con la famosa cartolina
precetto, non fecero più ritorno a casa.
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