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 Il generale Ivan Resce saluta la "Julia"

Il generale di Corpo d'Armata Ivan Resce ha salutato la brigata Julia prima di cedere il comando delle Truppe Alpine al pari grado Armando Novelli.
Un saluto particolare, dal momento che è stato ufficiale e comandante della gloriosa unità. Un saluto particolare nella piazza d'armi della caserma "Di Prampero" di Udine, al generale di brigata Claudio Mora, comandante della Julia Mlf, dopo essersi congedato da uno dei reggimenti più ricchi di storia e tradizione come l'8°, a Cividale (il giro di saluti si è completato con il 3° artiglieria da montagna di Tolmezzo e il 7° alpini di Belluno).
Il generale Iva Resce andrà a ricoprire l'incarico interforze di direttore del demanio e dei lavori del genio.
«Il nuovo lavoro mi permetterà comunque di essere spesso qui in Friuli, ma non mi darà più la soddisfazione di essere alla guida delle truppe alpine», ha chiosato il comandante. Diciotto mesi di comando molto intensi, quali sono queste soddisfazioni che ha raccolto?
«Prima di tutto l'affetto della gente che ospita le truppe alpine. Da Aquila a Vipiteno, da Cividale a Aosta il consenso cresce esponenzialmente. Tanto è dovuto alle missioni all'estero, al lavoro che i nostri soldati svolgono con grande professionalità e umanità, ma molto è dovuto anche a quei valori che sono tipici della truppa di montagna e che si possono sintetizzare nell'alpinità. E questo affetto, questa comunione di valori e di tradizioni lo si è visto soprattutto quando abbiamo pianto la perdita di cinque alpini in Afghanistan. La partecipazione delle gente ai funerali è stata enorme, un abbraccio molto bello che ci ha fatto capire come gli alpini siano considerati».
Una considerazione, un favore popolare che va oltre l'appartenenza regionale, adesso che non c'è più il reclutamento con la leva.
«I vecchi comandanti alpini mi hanno fatto notare come la brigata oggi abbia dimensioni più piccole di quella di un tempo, ma che trovano lo stesso attaccamento ai valori, alla tradizione e alla cultura delle truppe da montagna. Agli alpini viene riconosciuto il valore aggiunto delle operazioni all'estero nelle quali, secondo il parere di osservatori neutrali, l'alpino si distingue per caratteristiche particolari rispetto agli altri soldati. hanno rilevato che l'alpino ha la peculiarità di "difendere la speranza", non solo con il fucile, ma anche con la solidarietà tipica della gente. Ne sono testimonianza le molte iniziative umanitarie, il lavoro sociale che viene svolto nelle varie missioni, dall'Afghanistan al Kosovo. E questo grazie al rapporto con le nostre genti, con gli alpini in congedo. Per esempio l'iniziativa di portare le biciclette e organizzare la gara ciclistica con i kosovari è stata straordinaria e indice di questa solidarietà alpina».
Da un punto di vista militare gli alpini, sotto il suo comando hanno confermato l'eccellenza.
«Sono molto soddisfatto, oggi, nonostante la carenza di mezzi finanziari che rende difficile crescere, i reparti alpini sono a un livello professionale molto alto. La Julia , con la sua specialità multinazionale ne è un esempio, come il 4° reggimento Monte Cervino, classificato ranger, truppe speciali che ci sono invidiati da tutti gli eserciti e che sono tali per il grande spirito di sacrificio e la dedizione degli uomini che lo compongono».
Umberto Sarcinelli       

articolo pubblicato sul Gazzettino del 15/12/2006

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